loader

Articoli

La nostra realtà virtuale

Alcuni dei progetti di punta su cui stiamo lavorando ruotano intorno alla realtà virtuale. Immaginate di indossare un visore ed essere improvvisamente catapultati in un mondo artificiale, realizzato interamente al computer. Ciò che stiamo sviluppando si basa proprio sulla creazione dei mondi all’interno del quale l’utente può muoversi e interagire con luoghi e oggetti. Le applicazioni di una tecnologia del genere sono infinite, e possono spaziare dall’intrattenimento alla didattica, spesso unendo entrambe le finalità. 

Gli spazi creati, possono essere totalmente inventati, oppure prendere spunto dalla realtà e permettere a chi non ne ha la possibilità di visitare monumenti o luoghi di particolare interesse. 

 

Due progetti a cui stiamo lavorando sfruttano esattamente questo tipo di tecnologia: “Area marina” e "Luxury". Attraverso il primo, si può visitare un acquario virtuale in cui si muovono pesci di ogni genere, ma può anche essere ricreato il fondale di un luogo ben preciso del mondo ed esplorarlo in libertà. 

“Luxury”, invece, permette di arredare a piacimento il modello di una casa, per poter capire prima di effettuare qualsiasi lavoro se il progetto può  essere o meno di gradimento del cliente di un arredatore di interni.

 

Questi non sono gli unici lavori che stiamo sviluppando, abbiamo tra le mani librerie virtuali, in cui poter comprare e leggere libri, zoo da visitare pieni di animali di ogni genere, tutti progetti di cui in seguito parleremo in maniera più approfondita.

Web 3.0 La fine di internet per come lo conosciamo?

La storia di internet ha attraversato alcune fasi che hanno in parte segnato la storia dell’umanità, dell’innovazione tecnologica, e anche della nostra vita quotidiana. La sua prima versione consisteva in pochi e semplici contenuti che potevano essere consultati. Si trattava di informazioni abbastanza limitate, che servivano per lo più alle aziende o alle istituzioni per condividere dati basilari, nulla di più. La prima svolta avviene alla fine degli anni ’90 e inizi ’00, quando si diffondono i primi e-commerce, i blog, i servizi di messaggistica istantanea (le prime chat), e soprattutto i social network. Facebook, infatti, viene creato nel 2003, anche se dovranno passare alcuni anni prima della vera e propria esplosione.

Era nato il web 2.0, una realtà che permetteva agli utenti maggiore libertà d’azione, di connessione, di condivisione di contenuti. Si sono aperte infinite possibilità per chiunque fosse stato capace di sfruttare le risorse che la tecnologia metteva a disposizione. 

Al giorno d’oggi, queste attività sono integrate nella vita quotidiana di ogni utente che non intende rimanere letteralmente isolato dal resto del mondo. Possiamo avere accesso in poche ore ad una quantità di notizie che un centinaio di anni fa l’uomo poteva ricevere in circa un mese. Ogni minuto vengono effettuate quasi 6 milioni di ricerche su Google, caricate quasi 70.000 foto su Instagram e spesi circa 250.000 dollari su Amazon. Bastano questi numeri per far capire la portata delle dinamiche che stiamo analizzando. 

Negli ultimi tempi la storia di internet si sta avvicinando alla sua seconda rivoluzione, la nascita di un web 3.0 in cui gli utenti possono interagire con i vari contenuti immersi in una realtà virtuale, universi basati sulle blockchain, la stessa piattaforma su cui si basa l’esistenza delle cryptovalute.

Esistono già dei metaversi, come ad esempio Decentraland, in cui gli utenti possono muoversi liberamente con un avatar, possedere dei beni digitali come case, oggetti (NFT), terreni su cui poter costruire, il tutto attraverso delle vere e proprie compravendite in Mana, la valuta digitale utilizzata all’interno di questo mondo.

Il successo delle Big Tech, fino a questo momento, si è basato sulla quantità immensa di dati che riescono a raccogliere sugli utenti. Tutto ciò, se l’avvento del web 3.0 dovesse prendere piede, potrebbe essere potenzialmente eliminato. I dati degli utenti sarebbero infatti sparsi omogeneamente su tutta la rete, e non concentrati su dei server centralizzati.

 

Gli spunti per approfondire un argomento del genere sono infiniti, attualmente però possiamo solo analizzare da attenti osservatori l’evoluzione di questa nuova realtà, che al momento è solo agli albori, ma che fra non molto potrebbe diventare una presenza costante nella nostra quotidianità.

I grandi brand nel metaverso

Si allarga ogni giorno l’elenco di grandi marchi che iniziano ad investire nel metaverso, ma in che modo un brand può avere una sua presenza all’interno di questo mondo virtuale?

Dentro i vari metaversi esistenti, chiunque può comprare e vendere terreni, oggetti, case, costruire e possedere interi palazzi e, ovviamente, aprire dei veri e propri negozi in cui gli avatar degli utenti possono entrare e fare acquisti.

Quello che stanno facendo brand del calibro di Gucci, Nike, Benetton e tanti altri è proprio questo: ritagliarsi uno spazio all’interno di questi universi virtuali per poter possedere degli e-commerce, fare sfilate di moda, creare eventi esclusivi.

A marzo di quest’anno, nel fashion discrict della piattaforma Decentraland, si è tenuta la prima Metaverse fashion week, quattro giorni di sfilate ed eventi con la partecipazione di alcuni tra i più grandi brand del mondo. D&G, Hogan, Tommy Hilfiger, sono stati solo alcuni dei marchi che hanno partecipato a questo primo evento futuristico.

 

Perché un brand dovrebbe entrare nel metaverso?

 

Le risposte a questa domanda sono molteplici, la più ovvia è questa: perché è il futuro! Realtà virtuali che permetteranno di interagire in maniera sempre più realistica avranno maggiore diffusione, e di questo passo arriverà presto il giorno in cui tecnologie del genere saranno alla portata di tutti come è avvenuto con smartphone e pc. 

 

Fare acquisti in negozi virtuali, vivere avventure, lavorare, riunirsi con amici attraverso gli avatar, sarà la normalità nella nostra vita quotidiana. Dunque solo se un’azienda ha la lungimiranza sin da adesso a investire e a creare il suo personale spazio dentro questa realtà, riuscirà a farsi trovare pronto quando tutto ciò sarà diffuso capillarmente all’interno della società.

 

Le nuove opportunità della formazione: VR e AR

La pandemia ha portato l’Italia a una forte accelerazione in fatto di formazione a distanza e innovazione tecnologica. L’e-learning ha conosciuto un’espansione importante che ha aperto nuove opportunità per il futuro: come la realtà virtuale e la realtà aumentata, che sono in grado di offrire soluzioni per ottimizzare il lavoro. Riunioni da remoto, presentazioni di progetti e formazioni possono trarre grandi vantaggi dai nuovi mezzi a disposizione, vantaggi sia per le aziende che per i lavoratori.

Realtà aumentata e virtuale: cosa sono

La realtà aumentata rappresenta il mondo reale arricchito di oggetti e accessori virtuali, che accrescono l’esperienza dell’utente. Si vive attraverso un monitor (anche il semplice smartphone) ed è meno immersiva rispetto alla realtà virtuale, ma consente ugualmente di vivere qualcosa di unico tra reale e digitale.

La realtà virtuale, tramite l’utilizzo di apposite tecnologie (che includono visori, occhiali, joystick), permette invece all’utente di navigare in un mondo alternativo e interattivo che riproduce un ambiente digitale in 3 dimensioni. La sensazione è quella di ritrovarsi in un mondo parallelo.

L’apprendimento delle nuove leve

I giovani hanno dimostrato di preferire in molti casi un insegnamento tramite realtà virtuale piuttosto che con i metodi tradizionali, sentendosi più coinvolti e avendo una maggiore facilità di apprendimento. A dirlo sono alcuni dati raccolti da un’indagine Ocse-Pisa del 2018.

Soprattutto le nuove leve, già abituate ad utilizzare dispositivi elettronici e giochi con tecnologie avanzate, sono favorevoli all’utilizzo di realtà virtuale e aumentata per la formazione: il “contesto 3D” amplifica la percezione e li rende più partecipi. Ma la facilità di utilizzo e la sensazione di un maggior coinvolgimento sono fattori che portano anche i lavoratori più grandi a preferire un metodo di formazione meno tradizionale, perché li porta a fare esperimenti direttamente sul campo. Le nuove tecnologie infatti garantiscono una pratica effettiva che rende più agevole anche l’apprendimento della teoria.

L’impiego della realtà virtuale e della realtà aumentata

La realtà virtuale e quella aumentata sono fondamentali per la preparazioni di alcune professioni: pensiamo ai chirurghi ad esempio, che possono simulare degli interventi delicati in laboratorio ed esercitarsi con la nuova strumentazione; oppure agli astronauti che possono provare l’assenza di gravità e la vita a bordo della navicella spaziale prima ancora di andare in orbita. Ma si tratta di una tecnologia applicabile a qualsiasi campo e la pandemia lo ha mostrato: i musei hanno aperto le proprie porte per visite virtuali da casa, e si sono diffuse negli ultimi anni anche le ricostruzioni storiche in 3D e le visite guidate e scolastiche con i visori vr per esperienze immersive.

Un’innovazione tecnologica che si può applicare a qualsiasi professione e favorire l’insegnamento della teoria e la pratica di una lavorazione. Un sondaggio economico di Klecha & Co, una banca d’investimento internazionale, ha previso che nel 2023 le aziende spenderanno oltre 120 miliardi di dollari nel settore dell’industria della realtà aumentata e virtuale. Questo a dimostrazione di come nel futuro la formazione e l’industria punteranno su questa tecnologia.